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Il laboratorio fotografi co Tank77 prende avvio nel marzo 2003 all’interno dell’area dell’ex mercato, in via Fioravanti a Bologna come progetto di comunicazione visiva messo in atto da un gruppo di studenti con la comune passione per la fotografia.
L’originalità del progetto risiede nel suo comporsi e ricomporsi di persone sempre diverse e nel metodo di lavoro, orizzontale e collettivo, che ha permesso,attraverso la condivisione di tecniche e saperi, a chi ne ha fatto parte e a chi ne fa parte, di acquisire delle competenze nel campo della fotografi a senza aver bisogno di frequentare corsi e scuole.
Nel corso di questi anni il turn over di persone e esperienze interessate al progetto hanno dato l’opportunità di sviluppare un’interessante ricerca sulle tecniche e il linguaggio fotografico.


Il collettivo di fotografi nato dall’esperienza del laboratorio Tank77 si propone sulla scena cittadina come realtà emergente, rimarcando il ruolo della fotografi a come strumento di comprensione della realtà cittadina e non solo.
Attraverso la promozione di diverse iniziative culturali (mostre, workshop, festival) organizzate negli anni di attività di Tank77, il laboratorio ha voluto costruire una piattaforma di scambio sulla fotografi a all’interno della città.
“La consapevolezza sulla forza dell’immagine come mezzo di comunicazione e il ruolo basilare della fotografi a nella costruzione di immaginari e di memorie, ci spinge più in là della semplice ricerca estetica. Utilizzando differenti generi di fotografi a (ritratto, reportage, urbanistica), cerchiamo di cogliere la molteplicità degli aspetti delle realtà che ci circondano. L’elaborazione di alcuni progetti è il risultato di un continuo scambio di saperi ed idee, con l’intento di valorizzare il signifi cato del progetto collettivo Tank 77”.


RiccardoFregoso234 Riccardo Fregoso
Nasce a Milano nel 1981. A Bologna si appassiona alla fotografia e ne apprende tecniche e storia.
Nel gennaio 2002 fonda, insieme ad altri studenti, il Laboratorio Visuale Tank77 di via Fioravanti a Bologna.
Laureato in filosofia, vive e lavora a Parigi, dove sta seguendo un dottorato d'estetica.
Negli ultimi anni si dedica alla sperimentazione su supporto digitale, con un approccio volutamente caotico e anti-tecnico:
scorci metropolitani e reportage sgranati, sfocati, inquadrati per distrazione.

Il Marzo francese 2006
Delle arti quelle inservibili.
Dei maestri quelli seppellitili.
(Bertold Brecht)
Cronaca delle giornate di marzo in cui studenti, gruppi autonomi, sindacalisti e ragazzi delle banlieues parigine hanno manifestato per il ritiro della legge sul CPE (Contratto di primo impiego), voluta e approvata senza consultazioni preliminari dal governo francese, ed in particolare dal suo Primo Ministro, Dominique de Villepin. Le giornate di lotta hanno visto l'occupazione di luoghi simbolici dell'istruzione e delle istituzioni governative. In tutta la Francia, 55 università su 84 sono rimaste occupate nella maggior parte dei casi per più di tre settimane. A Parigi, oltre alla quasi totalità delle università, sono state occupate la Sorbona, cosa che non avveniva da vent'anni, e altre istituzioni altamente simboliche per il loro prestigio culturale e sociale: il College de France e l'EHESS (Scuola di Sudi Superiori in Scienze Sociali). Ma la lotta non si è fermata agli istituti scolastici: per più di un mese Parigi è stata teatro di scontri quasi quotidiani, scontri che hanno toccato pressoché tutti i quartieri centrali, e altre zone altamente simboliche, come Place de la République e Place de la Nation. La partecipazione alle occupazioni e alle giornate di piazza è stata massiccia e costante. Il marzo parigino si è concluso con il ritiro del CPE, una vistosa crisi del governo di destra, e il silenzio imbarazzato dei principali promotori della legge, Chirac e de Villepin.



Manto234Eleonora Manto
Nata a Varese nel 1985. Studia e vive a Bologna da 2 anni. Frequenta la facoltà di Lettere e Filosofia ad indirizzo orientale.
E attratta e affascinata dalla fotografia fin da bambina e partecipando al collettivo Tank77 da circa 2 anni ha potuto migliorare e portare avanti la sua passione.
Lavora in pellicola preferendo il bianco e nero al colore. Nell'ultimo periodo si è anche appassionata a stampare manualmente le proprie foto.

Deserto
Le foto esposte sono state scattate fra l'ottobre e il novembre del 2005 al confine tra Marocco e Algeria dove, con un'immensa distesa di dune, inizia il deserto del Sahara. Tra il sole bruciante del giorno e l'infinità di stelle della notte mi sono lasciata avvolgere dal silenzio e dalla pace che questo luogo porta con sé da tantissimo tempo. I disegni creati dal vento e dalla sabbia, i giochi di luci e di ombre, il lento cammino dei cammelli tra le dune, e lo sguardo perso nell'infinito degli uomini blu, sono le immagini con cui ho voluto ritrarre queste sensazioni.


maspes234Carola Maspes
Laureata in Scienze Politiche, ha svolto un'investigazione antropologica in una comunità Maya dello Yucatan. Lavora nel campo del giornalismo civico.

Maya
Le fotografie scattate durante una ricerca antropologica sul campo, esprimono la quotidianità di una comunità Maya dello Yucatan. Punta Laguna. La vita giornaliera del villaggio si esprime nel chiasso dei bambini che numericamente più la rappresentano. Negli anziani spesso abbandonati a se stessi. Nelle donne mai troppo lontane dal focolare domestico. Negli uomini che si dedicano ai lavori della selva e del campo. Rappresentano, tutte assieme, il mio vissuto-immaginario di Punta Laguna.


Palermo234Michela Palermo
Vive a Bologna dove si è laureata alla facoltà di Scienze Politiche. Fotografa per passione, ha partecipato sin dall 'inizio alle attività del laboratorio visuale    Tank77   contribuendo   allo sviluppo di differenti progetti, come l'esposizione   fotografica     "Sguardi dall'America Latina" all'interno del Festival Iberamericana '06. Nell'ultimo anno si è interessata alla fotografia di spettacolo, specializzandosi presso l'IED di Milano. L'espressività dei corpi, nella scena così come nella vita di tutti i giorni, è al centro della sua ricerca fotografica.

Motorshow
Le foto presentate sono state scattate in occasione dell'evento fieristico del Motorshow 2003. Il Motorshow è uno degli appuntamenti cittadini annuali c coinvolge nelle sue giornate un forte numero di pubblico e di "addetti ai lavori". Hostess per dieci giorni, ho vissuto all'interno dello stand, condividendo con "le mie collcghe" i ritmi serrati di una delle fiere più grandi in città. Occhio interno, ho scattato il make-off del mio stand, rubando espressioni in un inedito gioco di ruoli.


piccinini234Carlotta Piccinini
Nasce a Bologna nel 1979, vive a Roma, in Francia, e adesso a Bologna. Si appassiona alla fotografia nel 1999, dopo un viaggio in Irlanda. Nel 2002 fonda, insieme ad altri studenti, il Laboratorio Visuale Tank77 all'interno dello spazio sociale XM24.
Laureata in scienze politiche, frequenta ora una laurea specialistica in comunicazione politica, pubblica e sociale. Nel 2005 frequenta anche un corso di formazione professionale come operatrice per audiovisivi. Negli ultimi anni si è dedicata alla ricerca sociale legata ai supporti visivi, video e fotografia, sia come mezzi di comunicazione sia come campo sperimentale di nuovi linguaggi comunicativi ed artistici.

Migrations#05
Le Persone innanzitutto
La serie di foto presentate sono state scattate nel 2005, durante due manifestazioni organizzate da alcuni gruppi etnici presenti a Bologna in collaborazione con il Coordinamento Migranti. La priorità rappresentativa che ho voluto dare all'umano piuttosto che al politico, nasce da un percorso personale insieme a queste persone, che si sviluppa e cresce all'interno dello spazio sociale XM24 per poi realizzarsi al di fuori, nelle manifestazioni, alle quali ho cercato di partecipare sia come sostenitrice sia come occhio esterno.
La vicinanza e la conoscenza mi ha portato ad andare al di là della mera documentazione, cercando così di cogliere gli aspetti più semplici ma anche più profondi che descrivono queste vite: la gentilezza, l'ironia, la grinta, la simpatia e la tristezza. Queste forme dell'umano, grazie alla loro semplicità ed universalità descrittiva, permettono di abbattere alcune percezioni estetiche pregiudiziali che abbiamo verso il diverso e l'altro, rendendo questi migranti, uomini, donne e bambini, meno estranci e molto più simili a "noi".


raccis234Antonio Raccis
Nato a Cagliari, fa parte di Tank77 dalla primavera 2003. Attualmente vive a S. Giovanni in Persiceto (frazione La Villa) e lavora come cassiere a Borgo Panigale.

La sposa
C'è una donna vestita di bianco. Forse una sposa. Il vestito, le luci e lo sfondo suggeriscono candore, evocano purezza. Ma, una foto dopo l'altra, la sposa si colora di nero e di vino rosso. Al bianco/ candore si sovrappongono, inevitabilmente, il nero/oscurità e la sincerità pericolosa del vino/sangue.