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manifestoCorsisti264 corsisti montaggio234Mostra corsisti
Questa  mostra è stata realizzata per esporre i lavori dei partecipanti ai nostri corsi di fotografia.

Sono reportages tematici con taglio fotogiornalistico svolti con cura e buone capacità tecniche.

Diversi nostri allievi, come Marika Puicher e Francesca Tosarelli presenti in questa mostra, sono poi diventate fotografe professioniste e lavorano per molte testate giornalistiche o come freelance internazionali.


La mostra è stata curata e organizzata da Jacopo Puggioli, grafica e photoediting di Gilberto Veronesi
I curricula sono stati redatti dai vari autori e si riferiscono alla data della mostra.


giovani 6 Carlotta Fabbri234Carlotta Fabbri
23 anni prossima apprendista fotografa, apprendista giornalista.
Attualmente stagista al Resto del Carlino, per curare la rubrica della mondanità bolognese.
Da più di un anno scrive e scatta foto per alcune riviste tra cui Trendy Bologna.
Fotografa per curiosità e passione, per catturare in un rettangolo un momento che la emoziona.

Redazione: realtà o finzione?

La frenetica “vita di redazione”  dai tempi ristretti e gli orari allungati. Dove la complicità è regina, è donna. Dove per capirsi basta un’occhiata e dove il capo non ha la barba lunga, ma un paio di ballerine in pandant con la pochette. Dove le risate esplodono di tanto in tanto, dove si gioca con le parole. Una redazione speciale, dove puoi vedere attrici nel tuo ufficio, che tutti gli altri vedranno in edicola. Una vita incredibile, se a creare la redazione sono l’astuzia, la professionalità, la curiosità che contraddistingue solo, ahimè, le donne.



giovani 7 Agnese Franceschi234Agnese Franceschi
nata a Budrio (Bologna) il 3 febbraio del 1979, agronoma, ballerina di tango ed appassionata di fotografia.
Studia danza classica fin da bambina, si allontana da questa passione per alcuni anni fino all’incontro con il tango che riaccende
e alimenta l’interesse per il lavoro sul corpo, sul movimento e sulle emozioni vissute nella connessione tra due corpi.

Sitges Tango Festival
Nel tango, mondo di luce e ombra, le anime e i corpi si muovono dentro la musica e nello spazio, si ascoltano, comunicano, si perdono, soffrono, amano, giocano, rompono schemi e ne creano di nuovi…
Queste foto sono appunti di un progetto nato dal desiderio di comunicare, attraverso l’obbiettivo, il dialogo tra i corpi fatto di musica e di emozioni che nascono in un abbraccio, e dal bisogno che sento come ballerina di unire la tradizione e le origini del tango alla sua continua evoluzione attraverso lo studio, il gioco e la sperimentazione.


giovani 2 Valentina Giordano234Valentina Giordano
26 anni, laureata in Filosofia Estetica.
Si sta cimentando in Fotografia e Regia di cortometraggi

“Meu bem, meu mal”
  (Caetano Veloso)
Il lavoro presentato è stato realizzato in una notte, grazie alla collaborazione della mia modella Sara Poli, studentessa di Antropologia. Spero solo con alcuni scatti di essere riuscita a cogliere parte della sua bellezza e della freschezza che la caratterizza.
Le foto sono state realizzate nel novembre 2006.
Il titolo è “Meu bem, meu mal” come la canzone (Caetano Veloso) di sottofondo che abbiamo ascoltato durante la nottata. Il tema è solo la bellezza femminile.


giovani 5 Alessia Masini234Alessia Masini
nata ad Ancona il 25 maggio 1984.
Studentessa di Storia Contemporanea presso l’Università di Bologna.
Appassionata di storia, viaggi (soprattutto in America Latina), fotografia e libri noir mediterranei.

Ritratti di donne contro
L’idea di questo lavoro nasce dall’intenzione di far emergere tra la molteplicità di persone e soggetti all’interno di manifestazioni e di eventi cittadini, bolognesi e non, una forte presenza delle donne.
La giornata internazionale contro la violenza alle donne, che si è svolta anche a Bologna lo scorso 25 novembre 2006, è stato come l’inizio di questa “indagine”. Se in questa occasione è stato facile trovare i miei soggetti, vista la partecipazione quasi esclusiva delle donne, in altre situazioni e luoghi è stato altrettanto interessante e curioso notare una enorme varietà femminile, per quanto riguarda età, classe sociale, provenienza geografica e politica.
Sono foto di donne che ho incontrato lungo la mia strada, che mi hanno colpito per la loro capacità di raccontarmi, solo grazie alla loro immagine, molto su quella giornata e del perché si trovavano lì. Dalle mobilitazioni di Vicenza contro la base militare alle contestazioni a Benetton insieme alla delegazione di indios mapuche dalla Patagonia, con le attiviste dell’Associazione Ya Basta nella sede romana dell’ONU dopo la nomina messicana a presidenza del Consiglio dei Diritti Umani, passando per Bologna per la manifestazione contro i Centri di Permanenza Temporanea, attraversando le emittenti radio indipendenti e le manifestazioni per la difesa degli spazi sociali. Un filo che attraversa territorio, spazi cittadini e la loro difesa, diritti umani e libertà di movimento. Ho cercato quindi di intercettare questa molteplicità femminile, forse anche per la convinzione che le categorie generali di “popolazione”, “manifestazioni di massa” e della categoria politica in generale, come in molti altri ambiti, vengano interpretate parzialmente, cioè con un riferimento scontato alla presenza maschile, mentre quella femminile necessita di un inserimento consapevole.


giovani 4 Marika Puicher234Marika Puicher
Sono Nata a Pieve di Cadore (Belluno) nel 1979. Vivo a Bologna dal 1999 dove ho conseguito la laurea in Educatore Professionale.
Lavoro come educatrice e nel tempo libero mi dedico alle mie due grandi passioni: il giornalismo attento alle problematiche sociali  e  la fotografia.
Il mio soggetto fotografico preferito è l’umanità nella sua complessità.
Attualmente collaboro con Piazza Grande.

Scatti ai “margini”
Gli “invisibili”: sono questi i soggetti dei miei scatti, attraverso i quali ho cercato di ridare un volto e una dignità a quelle persone che ogni giorno incontriamo ai margini delle strade di Bologna; ma anche di documentare l’esistenza di una loro possibilità di riscatto dedicando la foto di chiusura a “Piazza Grande”.
Queste foto possono essere lette come un unico percorso; fatto di un prima, l’emarginazione, la strada, e un dopo, la possibilità di una vita diversa offerta dall’associazione “Piazza Grande”.
Un percorso verso l’integrazione, che non tutti riescono e vogliono seguire. C’è anche chi sceglie di rimanere ai margini e tra questi ne ho incontrati molti che, anche solo guardando in un obbiettivo, vorrebbero  far sapere al mondo che esistono.


giovani 8 Marcello Severi234Marcello Severi
nato a Ravenna nel 1973.
Si appassiona alla fotografia dopo essersi laureato, in Economia e Commercio, e la considera come il mezzo naturale per esprimere quello che vive e quello che vede intorno a sé.
Appassionato di viaggi e di realtà difficili cerca con la fotografia di riscattare e dare dignità alle minoranze.
Ha vinto, nel maggio 2007; il 1° premio del concorso “L’Integrazione Sociale” indetto dalla Prefettura di Forli-Cesena.
Oggi vive a Forlì.

Senza confini
Il lavoro fotografico prova a raccontare, portando all’attenzione scene di vita quotidiana, il complesso tentativo di integrazione sociale degli extracomunitari.
Gli scatti al vissuto di questa gente ci fanno capire che non è facile addentrarsi in questa realtà.
Ma quando si riesce a conquistare la loro fiducia si apre un mondo magico e imprevedibile.
Queste immagini possono testimoniare che il processo di integrazione sta avvenendo lentamente e sembra migliorare gradualmente.


giovani 3 Francesca Tosarelli234Francesca Tosarelli
nata a Bologna il 10.07.1984, diplomata all’Istituto d’Arte G. Ballardini di Faenza nel 2003.  Attualmente iscritta a Dams Arte a Bologna. Dopo aver passato la sua infanzia all’estero, in Brasile, trova fascino ed interesse nella dimensione del viaggio. Comincia a praticare alcune esperienze di volontariato in campi profughi, come quelli della popolazione Saharawi, o nelle comunità resistenti zapatiste in Chiapas, o nella terra di cui si sente in parte figlia, il Brasile.
Durante queste esperienze approfondisce un interesse che diventa centrale: la fotografia.
Nel corso del 2006 frequenta il corso teorico e pratico di fotografia di reportage, organizzato da UFO. Nel corso del 2006/2007 frequenta e collabora con l’agenzia fotogiornalistica IguanaPress di Bologna.

Passepartout a porte aperte
Per alcuni anni durante l’Università condivide e da vita nel collettivo Passepartout all’esperienza di occupazione di case sfitte a Bologna. Questo tema diventa appunto il soggetto del lavoro conclusivo del corso di fotografia frequentato nel 2006. Il progetto qui esposto racconta in minima parte la complessità dell’attività e della vita di Passepartout a Bologna.
Passepartout, nato nel marzo 2004, è un collettivo che, attraverso varie modalità (occupazione di alloggi sfitti ACER, riqualificazione delle case e del quartiere attraverso autoristrutturazione, attività culturali e di sensibilizzazione, assemblee cittadine) cerca di rispondere in parte alle esigenze abitative di studenti, lavoratori precari, ricercatori ed immigrati che non riescono a vivere dignitosamente a Bologna, all’interno di un mercato degli affitti di costi spropositati. Le foto in mostra raccontano parte della vita quotidiana, dei presidi antisfratto, della realtà del quartiere, delle demolizioni, degli sgomberi.


giovani 1 Silvia Tugnoli234Silvia Tugnoli
Nata il 14/04/1983 a Bologna.
Studentessa di design dell’arredamento

DOVE MI SIEDO??
Girando per la città in cerca di un tema per questo reportage mi sono accorta che la mancanza di panchine ho portato le persone a trovare altri posti dove sedersi: scalinate, muretti, e tutti gli elemnti architettonici utilizzabili; questo è diventato l’argomento del mio reportage.
Fin dai primi scatti, osservando le persone, mi sono resa conto che questi momenti di pausa rivelano sia lo stato d’animo che il carattere della persona, così cercavo personaggi e situazioni che meglio ne sottolineassero la singolarità.