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Mostre e volumiTra i principali strumenti adottati per la divulgazione della cultura dell'immagine, sono state curate nel corso degli anni numerose mostre fotografiche, collettive e monografiche, in collaborazione con varie associazioni, enti ed istituti, spesso accompagnate dalla pubblicazione di cataloghi, valorizzando e rendendo fruibile così al grande pubblico l'opera di tanti fotografi che operano o hanno operato sul territorio.
Di questi lavori, realizzati in gran parte con la collaborazione della Casa della Fotografia -Associazione FOTOviva a partire dalle prime rassegne estive, è stata curata la parte grafica e il photo-editing, la ricerca storiografica, la stesura dei testi didascalici e la selezione e digitalizzazione delle immagini.
Dopo le prime mostre (UFOlogy, monografie di fotografi associati e collettive di giovani), esposte presso VAG61 e al centro polivalente Villa Serena, ci siamo successivamente impegnati in progetti più complessi e di largo respiro per documentare tematiche specifiche della storia della città.
Le fasi di ricerca e preparazione hanno comportato diversi anni di lavoro per recuperare, selezionare, digitalizzare e didascalizzare migliaia di foto, sia negli studi dei fotografi bolognesi, sia presso le raccolte di privati. Accanto a questi lavori (p.e. Gli Anni di Marzo - le vicende degli anni Settanta; Bologna e gli anni delle stragi - le storie delle stragi: dall'Italicus al Rapido 904; Bologna e gli anni Sessanta; I movimenti giovanili ecc.) allestiti per la loro dimensione in grandi ambienti (Sala Ercole, Sala Borsa, Manica Lunga o Galleria Accursio del Comune di Bologna) abbiamo organizzato numerose altre mostre monografiche e collettive negli spazi espositivi della Casa della Fotografia, purtroppo attualmente non più disponibili.
Pur continuando a realizzare nuove grandi mostre, come "Giuseppe Dozza - La rinascita della città", esposta presso la Sala Borsa nel marzo scorso, ci stiamo adoperando da tempo per ottenere nuovi spazi per consentirci di mostrare il lavoro di tanti fotografi sia affermati che giovani e per creare - un nostro vecchio sogno -  una sorta di museo della fotografia della città che preveda oltre a mostre estemporanee, esposizioni permanenti di grandi fotografi non solo bolognesi.