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Le mostre

NewrozNEWROZ La vita della popolazione nel Kurdistan iracheno
Il Newroz (letteralmente il “nuovo giorno”) è una antica festa di primavera dei popoli mesopotamici che per la popolazione curda coincide con il loro capodanno.Nasce da una leggenda che narra della ribellione contro un re dispotico e sanguinario.
Per comunicare la vittoria alla popolazione curda sparsa tra le montagne vennero accesi dei fuochi in segno di gioia.
Da allora, tutti gli anni, il 21 marzo, nei paesi del Kurdistan vengono accesi migliaia di fuochi per ricordare la liberazione dalla tirannide.
È la festa del fuoco, che segna la fine della oscurità e la rinascita della luce e della vita e rappresenta il giorno della identità nazionale curda negata dagli Stati tra i quali il Kurdistan è suddiviso che per anni hanno impedito queste celebrazioni, perché rappresentano un’occasione per questa minoranza di rivendicare il riconoscimento dei propri diritti e della propria identità.

 

pictures on umanrights PICTURES ON HUMANS RIGHTS
“Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza”.

Primo articolo della Dichiarazione universale dei diritti umani.)La Dichiarazione universale dei diritti umani è un documento sui diritti individuali, firmato a Parigi il 10 dicembre 1948, la cui redazione fu promossa dalle Nazioni Unite perché avesse applicazione in tutti gli stati membri.

La Dichiarazione è composta da un preambolo e da 30 articoli che sanciscono i diritti individuali, civili, politici, economici, sociali, culturali di ogni persona. I diritti dell'individuo sono suddivisi in due grandi aree: i diritti civili e politici e i diritti economici, sociali e culturali.

 

Bologna Gli anni delle stragiBOLOGNA E GLI ANNI DELLE STRAGI
Questa mostra, inaugurata nel trentennale delle stragi del 2 Agosto e di Ustica, è un racconto a più voci su gli attentati che hanno colpito Bologna e la provincia negli anni Settanta e Ottanta, partendo dall’Italicus del 1974 fino alla "Strage di Natale" del 1984. La narrazione, oltre i capitoli neri di queste stragi, illustra il contesto sociale, politico e culturale di Bologna in quegli anni. Le immagini della nascita della Regione Emilia Romagna, del DAMS, di Radio Alice, della rabbia politica del ’77 sono montate e si succedono come fotogrammi emblematici di un film che mostra la reazione di una città, che pur colpita più volte dalle bombe delle stragi, è ancora vivissima: un fervente laboratorio politico e di idee.

 

CopertinaRebeschini500MARIO REBESCHINI
Giornalista e fotoreporter Airf (Associazione italiana reporter fotografi). Collabora con giornali, riviste, editori, agenzie fotografiche. Vive e lavora a Bologna.
“…nel 1980 Rebeschini, lascia la pubblicità per dedicarsi totalmente al fotoreportage. Sceglie il fotogiornalismo di strada, quello in cui un fotografo deve decidere da che parte stare. Ma, nel suo giro attorno all’uomo, diventa consapevole che formule e rigidità sono la morte di tutto.
Si muove allora anche alla scoperta del mondo del lavoro, della politica, del turismo, del quotidiano e del ritratto…”
(Lanfranco Colombo, Galleria il Diaframma, Milano).

 

Gli Anni di MarzoGLI ANNI DI MARZO
Questa mostra è stata realizzata grazie al contributo di tante persone (privati, fotografi professionisti, associazioni, enti) che hanno aderito con entusiasmo al nostro progetto di ricostruire ed illustrare, attraverso l’impatto emotivo delle immagini, gli avvenimenti  che hanno segnato profondamente la vita non solo della nostra città ma dell’intero Paese.
Per raccontare i fatti del 1977 non era possibile prescindere da quanto accaduto in campo nazionale e internazionale e delle grandi istanze che avevano attraversavato la società negli anni precedenti e successivi.
Dal ’73, anno della censura- processo del film “Ultimo Tango a Parigi” di Bernardo Bertolucci e del golpe cileno, poi le tematiche del femminismo, divorzio, aborto, delle stragi fasciste.

 

WalterBreveglieri Copertina500WALTER BREVEGLIERI
Mi piacerebbe che questo mio patrimonio non andasse disperso.
Il tempo e la società in cui abbiamo vissuto gran parte del secolo ormai trascorso sono documentati dalla fotografia.
Questo serve a non perdere di vista da dove tutti noi siamo venuti e io sono convinto di aver fornito con le immagini del mio archivio un piccolo contributo alla storia del nostro tempo.
1999 Walter Breveglieri


Con oltre 200.000 negativi, Walter Breveglieri ha documentato in 50 anni di attività la cronaca quotidiana, gli umori, le passioni e i fatti salienti dal primo dopoguerra.

 

Paolo FerrariPAOLO FERRARI
Paolo Ferrari nasce e lavora a Bologna.
Decano dei fotoreporter della città, con oltre quattro decenni di scatti alle spalle ha documentato e sta documentando tutti gli avvenimenti importanti della città. Il suo vastissimo lavoro realizzato sempre con grande rigore tecnico e stilistico, rappresenta un patrimonio iconografico e documentale enorme di cui questa mostra vuole essere solo un “assaggio”.
Dopo un periodo di studio alla Columbia University. negli anni ’60 inizia a fotografare con una fotocamera 6x6 Rolleicord comperata a rate.  All’inizio degli anni ’70,  costituisce la società «FN» con Luigi Nasalvi. 
La passione per il jazz, condivisa con Nasalvi, lo porta ai complessi musicali, all’ambiente di Pupi Avati e al set delle scene cinematografiche, in un curioso cocktail tra “musica e clic”.

 

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